Video killed the novel stars

10.24.2016

Saper fare molte cose e nessuna di queste bene non è un buon motivo per essere felici. Saper fare solo una cosa, ma in maniera impeccabile…quello che si sarebbe un buon motivo per vivere. Ma sarebbe anche la vita di qualcun altro e non la mia.

E’ possibile essere felici?

O l’unica felicità a cui possiamo aver accesso è quella cha abbiamo sotto mano? Perché, se è così, va detto che io purtroppo, questo stato d’animo sospeso tra l’ansia e il baratro, non lo riconosco come felicità. Non assomiglia per niente a certi momento di euforia e spensieratezza che mi ricordo con certezza di aver vissuto.

Non so se questa serie di attimi che si allineano come passi insicuri sull’orlo di uno strapiombo siano banalmente il sinonimo di una vita da adulti. Non so se niente potrà mai essere meglio di così.
Ma se così fosse, io non credo di poterlo gestire.
Se così fosse, vorrei non essere mai cresciuta.
Se così fosse, iniziano a assumere un’altra luce persino questi tagli sulle braccia che i ragazzini sventolano in rete con tanto, sfrontato orgoglio.
Se non sono felici neanche loro, che speranza ho di tornare a sorridere io?

Le nuvole che questa mattina stanno intessendo il cielo di sporcature a loro modo delicate mi fanno compagnia. Guardo il monitor e penso che dovrei tradurre l’agglomerato informe di idee e pensieri che affollano il mio cervello nella struttura di una storia, con testi e racconto.

Il fatto è che non lo voglio fare.

Il fatto è che il foglio ormai è diventato un mio nemico, si è schierato dalla parte di quelle critiche distruttive e poco lungimiranti che mi stanno trasformando, giorno dopo giorno, in una mancata scrittrice e contemporaneamente in un’autrice frustrata.

Una cosa sapevo fare io: scrivere.

Ormai, però, lo faccio con una incostanza tale da mettermi paura. E infatti ho paura. Una paura fottuta che mi fa pagare in contanti ogni singolo respiro che, per forza di cose, mi tocca produrre.

Vorrei avere più lucidità, vorrei avere più convinzione, vorrei avere più tempo. Vorrei avere ancora quella disperata necessità di scrivere che dal mio cuore non riesce più ad arrivare né al mio cervello, né tantomeno alle mie mani.

La tv sta uccidendo la letteratura, fuori e dentro di me.

 

Autrice giuiasoi.com

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