Quello che pensavo un anno fa (31.12.2016)

01.08.2018

E così, tra poche ore finalmente te ne andrai, amico 2016.

Sei stato annunciato da un vento di tempesta e lo abbiamo intuito da subito che qualche rogna l’avresti portata. D’altronde, sei nato bisestile… che cosa di vuoi far?

Io, che notoriamente sono imparentata alla larga con Don Chischiotte, ho deciso però di darti fiducia sin dal giorno 1 (gennaio) e ora te lo voglio dire, prima che tu te ne vada per sempre: secondo me ho fatto bene… perché – seppur a suon di calci in culo – alla fine della fiera mi hai insegnato veramente, ma veramente tanto.

Mi hai insegnato che non importa quanto fai bene il tuo lavoro, perché uno pronto a mettertelo in quel posto è sempre dietro l’angolo. A volte, anche seduto accanto a te.

Mi hai insegnato quanto sia facile perdere degli amici, sia per colpa della morte, sia per colpa della vita. Però mi hai insegnato anche che è incredibilmente facile ritrovarne, proprio quando meno te lo aspetti.

Mi hai insegnato che, se qualche ramoscello secco si è spezzata lungo il cammino, un motivo c’è sempre. Soprattutto se si tratta di persone che non sono nate con le nostre stesse caratteristiche. E infatti.

Mi hai insegnato che internet è allo stesso tempo una gabbia di matti, un luogo per veicolare bugie e falsità, un modo per scoprire che i tuoi amici hanno fatto una festa e non ti hanno invitato… così come anche una fonte inattesa di nuovi incontri, di soddisfazioni, di affetto e di possibilità.

Mi hai insegnato che, per quanto difficile possa sembrare, è possibile assistere (anzi, testimoniare) alla disgregazione definitiva della tua famiglia e uscirne vivi. Certo, se ne può uscire anche andando all’ospedale… ma per fortuna non è il mio caso.

Mi hai insegnato che non è mai troppo tardi per acciuffare al volo il proprio sogno più importante, per quanto rischioso e folle possa sembrare. Certo, potrebbe anche darsi che il tuo socio 2017 mi insegnerà quanto sia brutto vederlo sfumare, quello stesso sogno… ma perché preoccuparsene ora? Non per niente, li chiamano rischi.

Quindi grazie, amico 2016. Grazie per tutto. Perché sì, è vero, avrai fatto anche morire una fracca di gente famosa, ma parliamoci chiaro: David Bowie? Non ho manco un cd originale. Leonard Cohen? Dopo due anni di Sconosciuti gli ho mandato tanti di quegli accidenti che forse l’ho ucciso io. George Michael? Dai su, George Michael. Certo, su Carrie Fisher avrei qualcosa da ridire ma finché mi lasciate Mark Hamill e Dan Aykroyd io sto a posto. Alan Rickman, purtroppo, non te lo posso passare… ma è vero anche che lui la sua immortalità se la era già guadagnata da un pezzo.

Dunque, amico 2016, grazie… e grazie pure a voi che non avete resistito e vi siete fatti i cazzi miei fino all’ultima riga. Se vi va, lasciate un like… così scopro se siete tanti come mi viene da scommettere.

Buona fine, buon principio e – soprattutto – tanta merda per il 2017!

Autrice giuiasoi.com

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