18 til I die

03.28.2019

Nel periodo che ha preceduto il compimento dei miei 18 anni, una delle canzoni che cantavo più spesso – ed era appena uscita, guarda tu a volte il caso – si intitolava 18 til I die.

Non è certo il classico brano che ti cambia la storia della musica mondiale, ma data anche la coincidenza spazio-temporale mi è a dir poco rimasta nel cuore.

In questi giorni, dalle mie parti, 18 til I die è tornata piuttosto in auge.

Ma non è affatto un caso: abbiamo deciso di suonare per i 18 anni del mio cugino maschio preferito del mondo mondiale. E lo facciamo perché è bello diventare maggiorenni con un concerto tutto per te. Io il mio me lo ricordo ancora – sempre siano lodati quei 4 che hanno accettato di suonare nonostante non gli andasse per un cazzo e non ne facessero neanche mistero – e anche senza riguardare la scaletta nella foto mi ricordo ancora quale fu la canzone speciale, quella col significato, quella che doveva rimanere impressa nei secoli dei secoli. Spero che  18 til I die faccia lo stesso effetto, anche se lo scoprirò fra 20 anni, credo.

Proprio il suo butterato interprete – ormai invecchiato – ha cambiato il testo nel punto in cui un tempo cantava “someday I’ll be 18 goin’ on 55” in “goin’ on 65”, l’ho fatto anche io.

“Someday I’ll be 18 goin’ on 39”, mi sono ritrovata a cantare realizzando che era esattamente ciò che speravo per me quando la cantavo 21 anni fa, chiedendomi peraltro se fosse lo stesso concetto espresso da Roger Daltrey quando urla “hope I die before get old” in My generation, o l’esatto contrario.

Quello che volevo è successo, con il risultato che mi sono trasformata in una sorta di Baby Herman alla rovescia, e ancora non ho capito se ciò sia bene o male. I carichi di briscola dell’adorabile ragazzina rompicoglioni che stava a Madrid nel 1997 li conosco benissimo. I jolly di Giochi senza frontiere che sa giocare la tipa svagata con i Rayban del 2017, anche.

Tutto sta a capire se si riesce a giocarli tutti insieme e al momento giusto: bisognerà provare a scoprirlo.

(Che poi, guarda un po’… “there’s one thing for sure: I’m sure gonna try” è proprio il finale della canzone di cui sopra.)

Autrice giuiasoi.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.