SerieTv

La prima serie tv che ricordo di aver seguito è stata “Una famiglia americana”: avrò avuto tre anni, forse quattro, ed ero una grandissima appassionata delle vicende di quella numerosa truppa di campagnoli americani che combattevano ogni giorno contro le avversità della Grande depressione. Volevo sapere come stavano, che facevano e come affrontavano ogni giorno le vicissitudini che quotidianamente gli presentava la vita (o meglio, gli sceneggiatori… ma all’epoca ancora non potevo capirlo.)
Negli anni, questa forte affezione verso i personaggi inventati della drammaturgia televisiva non mi ha abbandonato, anzi. Non ha fatto altro che peggiorare, passando da “Fame” a “Casa Keaton”, da “E.R.” a “Friends”, da “Lost” a “Fringe”, da “The Newsroom” a “The Leftovers” e così via come se non ci fosse mai un domani.
Tracce di tutto questo, e molto altro, fa capolino continuamente in tutto quello scrivo. È inevitabile e ne sono sempre molto contenta.

  • (Articolo di Raffaella Troili, pubblicato su Il Messaggero - 7 giugno 2017)

    "A Giulia Soi non sfugge niente. Sulla sua pagina convergono informazioni di servizio, mappe, aneddoti, testimonianze del popolo della metro. E lei trasforma vita vissuta in fiabe"

    il messaggero
  • Intervista di
    Andrea Federica de Cesco

    "Mike Bongiorno capì subito che il mio cognome non ha origini sarde, ma francesi."

    (Rubrica Van Gogh, pubblicato su Sette - 18 gennaio 2018)

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